Fotografare, per un Naturalista

Fotografo da oltre quarant’anni e i miei interessi fotografici riguardano, ancora una volta, l’ambiente, il paesaggio e gli organismi viventi. Ho realizzato un archivio d’immagini formato da cinquantamila diapositive e oltre trecentomila files digitali, che si incrementano attualmente di circa quindicimila l’anno.

Fotografare significa per me, innanzitutto, osservare attentamente la realtà nelle sue diverse dimensioni. Significa estrapolare frammenti significativi della stessa realtà; significa, infine, appropriarsi del bello (o del brutto) che la realtà esprime e comunicarlo ad altri.

Fotografare, per un naturalista, è un’attività che richiede dunque conoscenza, sensibilità, gusto estetico, gusto della composizione e amore per le mille, straordinarie espressioni dell’ambiente e del Sistema vivente.

L’archivio fotografico Digitale e i suoi contenuti

Un archivio fotografico risulta impegnativo da organizzare e da gestire, anche se attualmente esistono efficaci programmi digitali a livello professionale. Per chi invece professionista non è, per chi come me si trova cioè sulla soglia che divide la foto amatoriale e di ricerca da quella professionale, l’archivio implica un investimento di tempo e dunque di vita, non trascurabile.

Il mio archivio fotografico è organizzato secondo una struttura a cartelle, ramificata su livelli di diversa gerarchia; un po’ come il sistema vivente secondo Karl von Linnaeus, con Classi, Ordini, Famiglie, Generi e così via. Le immagini dell’ambiente italico, ad esempio, sono contenute nella cartella Regioni italiane, cui segue quella di Veneto, Marche, Piemonte; ciascuna di queste poi contiene cartelle con Montagna, Paesi, Laghi, Fiumi. Infine le cartelle relative ai singoli luoghi o ambienti.

Nella cartella Scienze Naturali sono contenute dieci cartelle tematiche, con Nuvole e Pioggia, oltre a Piante, Animali e così via, per un totale di oltre quattrocento cartelle specifiche.