Il mio giardino

Un giacimento di fitodiversità

 

Il mio “laboratorio botanico” (chiamarlo giardino è riduttivo) è in fase di realizzazione dal 1977 sullo spazio urbano che circonda la mia abitazione: una superficie di circa 500 mq, già adibita a discarica di inerti. La stessa presenta un profilo a “U” e avvolge la bivilla in cui abito sui tre lati, con esposizione ovest, nord ed est. La sua realizzazione non è ancora conclusa e continuerà fino al termine della mia vita e mi auguro anche oltre. Il giardino, infatti, è un insieme vivo, in cui le piante competono tra loro e interagiscono con l’ambiente e con chi lo governa, rinnovandosi, modificandosi e arricchendosi perennemente. Le sue componenti architettoniche sono le seguenti: - Spazio mediterraneo - Spazio temperato-ombreggiato - Spazio temperato-soleggiato Nel suo contesto si collocano un giardino roccioso, un giardino acquatico e due piccole pozze palustri ricavate da una tinozza in plastica, interrata e dal coperchio in cemento di una cisterna. Le specie presenti oscillano tra le 200 e le 240. In giardino trascorro almeno un’ora al giorno, ma le cure le riceve soprattutto da Carla, mia moglie, che divide con me la passione per le piante. Nel giardino ho imparato moltissime cose e ne ho quotidiane gratificazioni. Il mio giardino, prolisso e traboccante, mi fa sentire in pace con il mondo e vicino alla natura selvatica.