Credere in che cosa?

Il mondo si divide in credenti e non credenti; i credenti in cristiani, musulmani, buddisti e via via in altre cento religioni. La materia è delicata: chi non crede, o crede in qualcosa di diverso, può essere discriminato, escluso, persino ucciso da coloro che professano la fede in un dio e che si dicono nel giusto. Credere è difficile e, anzi, razionalmente impossibile. Personalmente preferisco credere nell’uomo piuttosto che in un dio virtuale, ma non si tratta di una scelta facile. L’uomo è uno scimmione fragile e stupido, ignorante per sua natura e facile al plagio; per questo egli dipende, sempre, dalla qualità dei maestri che l’hanno educato al sapere e alla condizione umana. Coniugare la fede nella parte migliore dell’Uomo con quella nel Sistema Naturale potrebbe essere la soluzione giusta. Personalmente, tuttavia, non voglio assolutamente occuparmi di forme di fede. La vita degli uomini è breve; a me non rimane che l’ultimo quarto e intendo investirlo diversamente.

Potete leggere una trattazione più estesa di questi temi in due brani significativi, estratti dal libro inedito "I geni non perdonano" .